Visualizza la versione completa : Fine di un mito
Sono arrivati i primi sorpendenti (si fa per dire…) risultati della missione Stardust, tecnologicamente un grande successo, astrofisicamente un vero disastro.
Ecco il titolo: STARDUST FINDINGS MAY ALTER VIEW OF COMET FORMATION, ma si dovrebbe aggiungere anche; scoperte che possono stravolgere tutte le teorie sul sistema solare e in futuro chissà cos'altro ancora. La solita incredibile sorpresa insomma…..
Innanzitutto c'è da puntualizzare una cosa; dalle prime notizie si può già affermare che i frammenti della cometa, molto più grandi del previsto, non hanno mai avuto origine dall'accrescimento del residuo materiale ghiacciato nella presunta nube protosolare, per cui le comete non possono nè potranno mai dirci nulla sull'origine del sistema solare, con la cui origine secondo me, non c'entrano proprio nulla. Ma c'è di più, molto di più: dalle analisi dei frammenti è risultato che questa cometa (come probabilmente tutte le altre, vedi Deep Impact, Borelly e Halley), hanno avuto origine da materiale fuso a temperature enormi di svariate migliaia di gradi. I minerali trovati infatti, sono composti principalmente da calcio, sodio, magnesio, silicati, alluminio e titanio! Quindi le comete risultano essere dure come la roccia, niente a che vedere con le fragili dirty snowballs o dirty iceballs, della mitologia classica. Ma il fatto (ormai non) più sorprendente dopo queste scoperte impreviste, è lo spuntare improvviso come funghi di una serie di nuovissime confuse ed esotiche ipotesi ad hoc mai sentite nè immaginate prima, sulla possibile origine di questi corpi, da quella extrasolare a quella dovuta a massicce eiezioni di materia dai poli del protosole (o dalle sue vicinanze) giunti chissà come fino ai limiti ed oltre del sistema solare, dove poi questo plasma si sarebbe raffreddato ed aggregato, ma quest'ultima idea raccoglie pochi consensi a causa di questi jets di plasma solare, in aperta sfida alle leggi gravitazionali note. Tutte ipotesi volte al disperato tentativo di adattare gli sconfortanti dati al modello, la solita cattiva abitudine. Quoto: "Michael Zolensky, Stardust curator and co-investigator at NASA's Johnson Space Center, Houston, said "We have found very high temperature minerals, which supports a particular model where strong bipolar jets coming out of the early sun propelled material formed near to the sun outward to the outer reaches of the solar system". *:o Alla faccia del ghiaccio invocato fino a ieri! ;D Siamo arrivati addirittura all'espulsione bipolare di plasma incandescente dalle viscere del Sole! *Qui non c'è più la minima traccia di lento accrescimento gravitazionale, tutto ciò sa, involontariamente, di vaga reminiscenza elettrica! O ancora :"I would say these materials came from the inner, warmest parts of the solar system or from hot regions around other stars", Brownlee said, a University of Washington astronomer who is principal investigator, or lead scientist, for NASA's Stardust mission. Insomma, se non sono state eiettate direttamente dal Sole(!!), da qualche parte devono pur arrivare, diamine! ;D
A questo punto mi sono chiesto; e la mitica Nube di Oort che fine ha fatto? In tutte queste dichiarazioni si nota immediatamente come non vi sia più traccia di Oort, Whipple, Kuiper, né di nubi o dischi di accrescimento, possibile che tutta questa simpatica antologia mitologica sia sparita così in fretta? A favore di ipotesi ancor più bizzarre poi?! Insomma sembra proprio che anche questo nuovo esperimento, dopo il Deep Impact, sia destinato una volta di più a minare e a far saltare per aria (dalla base) tutte le credenze finora accettate sull'origine, la composizione e la storia di questi oggetti e di conseguenza sull'origine stessa del sistema solare. Le comete insomma, sembrano divenire oggetti sempre più ostili agli astrofisici del mainstream e alle teorie dominanti, risultando molto più simili ad asteroidi con l'unica differenza sostanziale di percorrere orbite molto più elongate rispetto a quelli, essendo ormai appurato che sono composte di dure rocce temprate a migliaia di K e materiale planetario.
http://stardust.jpl.nasa.gov/home/index.html
La storia dovrebbe insegnarci che quello che una volta era comunemente accettato, un giorno diverrà privo di senso.
E così un altro paradigma obsoleto ci lascia per sempre, quale sarà il prossimo a cadere? Sotto a chi tocca! Da oggi sono aperte le scommesse....;D
La storia dovrebbe insegnarci che quello che una volta era comunemente accettato, un giorno diverrà privo di senso.
E così un altro paradigma obsoleto ci lascia per sempre, quale sarà il prossimo a cadere? Sotto a chi tocca! Da oggi sono aperte le scommesse....;D
Non mi è chiaro cosa ci possa essere di paradigmatico nella composizione di una cometa, ...
Paradigmatica può essere una legge di natura, non una pietra trovata chissà dove ... Bah! ...
Non mi è chiaro cosa ci possa essere di paradigmatico nella composizione di una cometa,Paradigmatica può essere una legge di natura, non una pietra trovata chissà dove ... Bah! ...
Nulla invero! A proposito di salti mortali carpiati, si passa dal ghiaccio al plasma con disinvoltura estrema direi. Tutto ciò, trovo che ricordi vagamente la storia degli epicicli tolemaici ;D
Diciamo solo che si stanno completamente sconfessando tutti i modelli cometari fino a ieri dati per scontati, con i relativi processi da cui si sarebbero originate, insieme a tutta l'artificiosa costruzione cosmogonica del sistema solare, in un effetto a cascata che non sappiamo fin dove arriverà.....che vuoi che siano in fondo, quisquilie.
A questo punto si pone una domanda obbligatoria: se le comete, come ormai sembra appurato, non sono più "palle di neve sporca", ma piuttosto corpi solidi e più massivi, che quindi non possono sublimare nulla dalle loro superfici riscaldate dalla radiazione solare, allora tutta la polvere ed il plasma che eiettano da dove viene? E tramite quale processo?
:-? Bah, a me pare che, nell'architettura del sistema solare, una cometa sia più paragonabile ad un cornicione che ad un pilastro ... E' veramente importante solo se ti casca in testa! ...
E no Mizarino, quello che dici è insostenibile perchè fino a ieri le comete erano considerate dagli astrofisici, in chiave di cosmogonia solare, come la Stele di Rosetta per gli egittologi. Non per nulla la prossima missione, guarda caso denominata proprio Rosetta, prevede addirittura che un piccolo lander atterri sulla cometa Churyumov-Gerasimenko nel 2014. Evidentemente, a differenza di cosa pensi tu, questi oggetti sono (o erano a questo punto?) ;D considerati ben più che semplici cornicioni in relazione all'origine del sistema solare. Infatti le agenzie spaziali hanno speso e continuano a spendere montagne di soldi e risorse in missioni verso le comete, cosa che non accadrebbe se queste fossero considerate alla stregua di inutili cornicioni pericolanti. Piuttosto dovresti spiegarmi perchè secondo te, le comete non avrebbero valore in chiave cosmogonica del sistema solare. Sarebbe troppo comodo fare finta di niente ogni volta che un paradigma risulta completamente sballato. Per quanto mi riguarda ho già espresso la mia idea che poi in questo caso coincide stranamente con la tua, per me le comete non rivestono alcun ruolo particolare nell'origine del sistema solare, sono solo asteroidi con strane orbite, ma questa idea contrasta duramente con le credenze e le teorie convenzionali, che comunque si rifanno ad un'origine e ad uno sviluppo del sistema solare basato esclusivamente sul modello gravitazionale e meccanico, teorie che evidentemente non hanno retto alla prova dei fatti. Questo è meglio non dimenticarselo mai.
A tal proposito segnalo il link relativo alla missione Rosetta di cui quoto solo le prime parole:"La missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (lancio dalla base di Kourou, Guyana Francese, il 2 marzo 2004 con un Ariane-5 G+) è stata progettata e realizzata per dare risposta a molti dei quesiti scientifici aperti sulle comete e sulla nascita del Sistema Solare.
Come vedi tutta l'astrofisica moderna la pensa così.
Non temere, morto un papa se ne fa un altro ;D
http://ars.asi.it/esa/rosetta/rosetta.html
:-? Bah, a me pare che, nell'architettura del sistema solare, una cometa sia più paragonabile ad un cornicione che ad un pilastro ... E' veramente importante solo se ti casca in testa! ...
Eh no, mio caro Mizarino!
Non mi pare proprio il modo di rispondere, troppo infantile per uno che, come te, interviene sempre con calcoli accurati a smentire le ipotesi altrui, o che - come il buon Planezio - chiede agli altri di portare elementi precisi a supporto delle loro affermazioni.
Qui non so proprio se Eremita abbia ragione, ma i fatti sono quelli: se stiamo partecipando a una discussione per divertimento, come ha sostenuto Planezio in altro topic, allora interveniamo con lo spirito che deve animare un confronto di idee, e non sfuggire minimizzando: non abbiamo nessuno la sveglia al collo.
Altrimenti, state pure, sempre per citare Planezio in un altro tipic, seduti (immagino sulla classica sponda del fiume) ad aspettare "con serenità il passaggio del funerale dell'universo elettrico". Ma potrebbe capitare che non si avveri la profezia secondo cui "Probabilmente il funerale non sarà neanche fatto, l'ipotesi resterà confinata a qualche gruppuscolo velleitario, o sarà dimenticata", ma che piuttosto il funerale si faccia ma non sia quello della teoria elettrica, ma di un'altra.
Senza per questo sostenere che quella elettrica sopravviverà, ovviamente!
Sono sempre fedele al mio motto "Dubitare giova alla Scienza".
E' vero antares, Mizarino sempre così attento e preciso nei suoi interventi, questa volta mi pare abbia proprio svicolato.
Avete perfettamente ragione: scoprire che la massa di una cometa, anziché essere fatta per il 90% d'acqua, è fatta per il 90% di solida roccia, mette in serio pericolo paradigmi della Scienza quali i già citati Principi della Termodinamica, dà il colpo di grazia all'ipotesi che all'interno del Sole possa avvenire la fusione nucleare, e probabilmente mette in dubbio che i moti planetari siano governati dalla Gravitazione ... :)
Anche mia suocera, dopo la notizia, non è più lei.
Le recenti scoperte hanno confermato la diffusa "credenza popolare" che le comete sono composte da metalli e destinate a morire. Vedi:
www.pd.astro.it/MOSTRA/NEW/A2032COM.HTM
p.s. è normale che si spendano tanti bei soldi per le comete molti "integralisti" credono che sia il polline che ha fecondato la terra.
"Siamo polvere di comete".
Avete perfettamente ragione: scoprire che la massa di una cometa, anziché essere fatta per il 90% d'acqua, è fatta per il 90% di solida roccia, mette in serio pericolo paradigmi della Scienza
Non per ora almeno, ci vorrà del tempo naturalmente, certi luoghi comuni son duri a morire, ma è un effetto lento a cascata, anche se dei principi che hai citato per la verità, non ne avevo parlato.
Resta il fatto però, che il modello accettato da sempre delle comete e del sistema solare, basato direttamente o indirettamente anche su quei principi, è risultato fasullo. Comunque in base anche a quei principi da te citati, potresti cercare di rispondere alle domande in fondo al post? Grazie :) Ma lasciamo da parte le polemiche per ora e focalizziamo il problema.
Alla luce dei dati raccolti, la domanda che sorge spontanea a questo punto è:
1) se la materia della comete è composta per il 90% o forse più da dura roccia annerita e la roccia che io sappia non sublima a certe temperature, allora da dove proverrebbero quell'enorme quantità di plasma e polveri eiettate dalle comete? E attraverso quale tipo di processo fisico verrebbero eiettate?
Ancora; tempo fa su Coelum apparve l'immagine della cometa Hale Bopp ripresa alla distanza di 22 UA in moto di allontanamento dal Sole, che presentava una ben visibile coda! a quelle distanze dal Sole la temperatura è stimata nell'ordine di poche decine di K se non meno.
2) Ora, ancor più di prima alla luce dei nuovi dati, qualcuno saprebbe spiegare il motivo di una simile eiezione a quella distanza dal Sole?
X Redactor: mi spiace molto per la suocera, ma una cosa è certa, da ora in poi tutti i libri di astronomia al capitolo comete, non saranno più gli stessi ;D
X cegiulio: grazie per l'ottimo link di mitologia classica illustrata, che ora andrà rapidamente aggiornato però.
Dopo il giusto intermezzo umoristico, chissà se ora qualcuno vorrà cimentarsi con quelle due semplici domandine :)
[quote author=Mizarino link=1142595631/0#8 date=1142621865]
Alla luce dei dati raccolti, la domanda che sorge spontanea a questo punto è:
1) se la materia della comete è composta per il 90% o forse più da dura roccia annerita e la roccia che io sappia non sublima a certe temperature, allora da dove proverrebbero quell'enorme quantità di plasma e polveri eiettate dalle comete? E attraverso quale tipo di processo fisico verrebbero eiettate?
Se posso dare un parere non documentato, diciamo "a lume di naso", direi che la massa complessiva contenuta nella chioma e nella coda di una cometa è una frazione così piccola della massa del nucleo, che può essere spiegata benissimo anche da una percentuale di componenti volatili dell'ordine dell' 1%.
Che le comete poi emettano plasma ne dubito fortemente. Casomai emetteranno gas, che successivamente, per effetto delle radiazioni solari, potrà anche ionizzarsi e diventare plasma, ma che finchè è sul nucleo della cometa, è e resta una normalissima sostanza solida, come quel po' di ghiaccio fotografato sulla superficie della Tempel 1 (c'è l'mmagine su Coelum di marzo).
Ad un mio amico era stato detto dal medico che il suo peso eccessivo, dovuto alla forza di gravità, avrebbe compromesso il funzionamento del cuore, che come noto marcia ad impulsi elettrici.
Be', sono passati anni, ed il suo cuore continua a funzionare. Dimostrazione evidente e sperimentale che l'universo è dominato dall'elettricità, e non dalla forza gravitazionale.
Se non erro, quella minima quantità di ghiaccio osservato sulla Tempel 1 è la prima evidenza diretta in assoluto di ghiaccio cometario. Su ogni altra cometa osservata con sonde il loco, non s'è vista traccia di ghiaccio. I dati che conosco sulla Tempel dicono che l'effettiva quantità di ghiaccio osservato sulla superficie è di un 6% su una superficie di 0.5 km² di cui solo ˜ 0.03 Km² di ghiaccio d'acqua puro, molto meno di quello atteso per dare conto delle quantità di gas originato dalla sublimazione di H2O osservato intorno nucleo. E già sulle quantità non ci siamo proprio e come tu mi insegni le quantità sono fondamentali, almeno in casi come questo. Ma questi minimi depositi ghiacciati osservati sulla Tempel non sono poi risultati le sorgenti principali di quel gas, facendo una stima media sul resto della superficie, si è dovuto concludere che quest'acqua dovesse provenire da sotto la superficie del nucleo. Anche se mi sfugge il nesso tra le due cose.
Scommetto che le stesse minime quantità di ghiaccio trovate per la prima volta sulla Tempel si possono trovare (e si troveranno) anche sugli asteroidi, forse in quantità maggiore. Ma gli asteroidi non presentano code. Vi è inoltre una certa affinità chimica tra i frammenti della Wild 2 e gli asteroidi di tipo C.
Dalle ultime scoperte sembra che l'acqua non sia un elemento così raro nel sistema solare, ma rarissimo solo sulle comete! Se poi quest'acqua venisse dall'interno, perchè il fenomeno ipotizzato da sempre della sublimazione superficiale del ghiaccio non è stato riscontrato nemmeno per la Tempel, allora dovremmo capire come potrebbe un semplice effetto termico solare portare a sublimare un ghiacco ipotizzato essere sotto la superficie cometaria. Per ora resta un mistero. Tutto ciò a causa della presenza di questo ossidrile OH che evidentemente secondo il modello tradizionale deve provenire per forza dalla sublimazione di H2O, quindi in un semplice processo chimico di fotolisi che avverrebbe nell'ambiente circostante il nucleo. Ma sulla Tempel ci sarebbe da fare un discorso a parte, specie in relazione agli effetti energetici del tutto inattesi, prodotti dal proiettile sulla sua superficie.
Un altro problema nelle comete è la chioma, come possono dei corpi così piccoli e inerti produrre e trainare nello spazio chiome di migliaia di chilometri di atomi di idrogeno neutro, addirittura la piccola cometa Bennett mostrava nell'UV una chioma di H del diamtero di 15 milioni di Km! E non dimentichiamo che piccole comete hanno presentato in passato chiome estese quanto quelle di comete più grandi e attive, mentre secondo la teoria termica l'emissione di una cometa dovrebbe variare in rapporto alla superficie. Altro mistero sono i getti collimati emessi dai nuclei cometari, tutti ortogonali alla superficie, fenomeno senza causa nè spiegazione nel modello convenzionale, collimazione che si estende anche nello spazio. Come nel caso della Giacobini-Zinner, quoto: "John C. Brandt, comet scientist for the ICE mission, said, "The extremely fine structure is a surprise, the lack of a traditional bow shock is a surprise and the richness of the high-energy phenomenon [sic] is a surprise." Robert Hynds, head of the proton detector team, reported that in the comet tail, "Ions around the spacecraft were very highly collimated in narrow beams..."Other spacecraft have detected these current filaments in comet tails stretching across the solar system.
Infine c'è il fenomeno inspiegabile delll'emissione di raggi X *da parte di alcune comete come la IRAS A.A o la Hyakutake, raggi X emessi da regioni della chioma che non coincidevano con i punti calcolati secondo una semplice collisione idrodinamica tra le particelle del vento solare e il gas cometario. Insomma, i misteri sulle cause dei fenomeni cometari sono molti nel modello convenzionale, che tutt'ora dopo numerosi incontri ravvicinati ancora non trovano risposta, semmai si sono infittiti. Tutti fenomeni che troverebbero invece una più semplice causa, considerando le comete come oggetti carichi negativamente (a causa delle loro orbite molto eccentriche o iperboliche) rispetto all'ambiente solare esterno, carico positivamente.
Nessuno prova a rispondere al punto 2? ;D
Lo copio per i più distratti:
La cometa Hale Bopp ripresa alla distanza di 22 UA dal Sole presentava una coda ben visibile! A quella distanza dal Sole la temperatura è stimata nell'ordine di poche decine di K se non meno. *
2) Ora, ancor più di prima alla luce dei nuovi dati, qualcuno saprebbe spiegare il motivo di una simile eiezione a quella distanza dal Sole? *
Nel sito che ho indicato, ci sono tutte le risposte alle domande di eremita. Mi sembrano cose risapute è inutile parlare di "acqua calda"!
Il sito indicato da Cegiulio parla di 3 U.A. come limite per l'inizio della vaporizzazione del ghiaccio, stimolata dalla radiazione solare, che darebbe origine alla chioma e poi alla coda.
Qui Eremita parla di 22 U.A. e quindi di ambiente con temperatura decisamente più bassa; ma si potrebbe obbiettare che, anche a temperature di poche decine di °K, ci può essere sempre qualcosa che può vaporizzare o sublimare, quindi ecco la bella coda!
Riusciamo a identificare questo qualcosa? Credo che la domanda se la saranno ben posta quelli che hanno fotografato la Hale-Bopp a quella distanza e con quella coda... o no?
Certamente se lo saranno chiesto anche gli autori dell'immagine e anche l'articolista di Cœlum dove comparve quell'immagine, se ricordo bene, poneva la questione, la conclusione secondo i dettami tradizionali era quindi che la cometa non si fosse ancora del tutto raffreddata! Dopo 8 anni?! A 22 UA dal Sole? Per un oggetto di pochi chilometri di diametro (stimati tra i 15 e i 40)? Ohibò! :o Ma quando ho posto la domanda 2 ho anche specificato "alla luce dei nuovi dati", che fanno presumere come le comete siano oggetti rocciosi assolutamente "aridi" senza traccia di ghiaccio superficiale (cosa che avevo anticipato circa un anno fa), praticamente asteroidi con orbite diverse. Ed è su questa diversità orbitale che si dovrebbe ragionare, secondo me.
Quando dico questo, non mi riferisco certamente solo alle notizie fresche sulla missione Stardust, ma anche a tutti gli altri incontri ravvicinati con le comete. La Giotto non trovò la benchè minima traccia di ghiaccio sulla Halley che apparve scurissima (quasi nera) con un albedo dello 0.04%(!!) tra i minori di tutto il sistema solare(!!), pensare che solo alcuni satelliti minori di Urano presentano simili terreni scuri! Niente ghiaccio sulla Borrelly che se possibile presenta un aspetto ancora più arido e roccioso della Tempel. Niente ghiaccio nemmeno sulla Wild 2 da dove infatti provengono i frammenti cometari metallici fusi ad altissime temperature. Ecco, alla luce di queste importantissime scoperte mi sembra assolutamente impossibile se non ridicolo (ma lo era anche prima), giustificare con un effetto termico quella eiezione della Hale Bopp, come di qualsiasi altra di queste comete invero, eiezione che infatti aveva sorpeso non poco gli astronomi che avevano ripreso quelle immagini. 22 UA per un oggetto probabilmente roccioso e arido, sono davvero troppe per qualsiasi tipo di eiezione di origine termica e allora?
Sempre alla luce dei nuovi, sorprendenti dati raccolti dalla missione Stardust emergono altri aspetti di difficile interptetazione, secondo il vecchio modello cometario risultato ormai fasullo.
Uno di questi, tra i più importanti, è relativo ad un fenomeno per niente raro nelle comete e cioè alla rottura o all'esplosione dei loro nuclei. Se la costituzione di questi corpi, come sembra ormai appurato, risulta composta per un 90/95% da solida roccia, quale forza agendo dall'interno del nucleo cometario, potrebbe portare alla sua fissione più o meno esplosiva o in alcuni casi addirittura alla sua disgregazione totale? Resta un mistero.
Sempre in base a questi nuovi dati, si potrebbe supporre anche un errore notevole nella stima delle masse di questi oggetti.
Tornando alla Giacobini-Zinner "incontrata" nell'85, è interessante questa descrizione che riporto testualmente: "In seguito alla missione spaziale destinata allo studio della cometa Giacobini-Zinner (International Cometary Explorer) durante il suo passaggio del 1985, si sono raccolti dati che hanno reso possibile ipotizzare la struttura della coda. Essa era formata da due lobi distinti, ognuno di essi composto da linee di campo magnetico che si estendevano dalla chioma; i due lobi erano dotati di opposta polarità e tra di essi vi era un "divisorio" *di corrente elettrica. Contrariamente a quanto atteso però, non è stata individuata alcuna onda durto di prua o "bow-shock" nelle vicinanze del nucleo". Indizi di doppi strati di plasma?!
Riassumendo sinteticamente le principali domande emerse finora:
1) Se il nucleo delle comete è costitiuto dal 90/95% di solida roccia, da dove proverrebbe tutta la materia espulsa dal nucleo?
2) Tramite quale processo?
3) Quali forze possono agire dall'interno del nucleo fino a frantumarlo?
4) In base a quale processo fisico un oggetto roccioso compatto può emettere una coda di gas e polveri trovandosi alla distanza di 22 UA (3.3 miliardi di Km) dal Sole?
Non sono tanto pratico della materia ma vagamente mi ricordo.
Quando si parla di ghiaccio non si parla solo di acqua. Anche un metallo è un "ghiaccio".
Questo sito spiega brevemente la vaporizzazione.
http://it.wikipedia.org/wiki/Entalpia_di_vaporizzazione
p.s. alla voce criogenia c'è tanta roba interessanta, magneti superconduttori, pressione criogenica, plasma freddo e caldo, criogenia magnetica, etc etc con tanti spunti interessanti per la discussione sul "cosmo elettrico".
e probabilmente mette in dubbio che i moti planetari siano governati dalla Gravitazione ... *:)
Penso che nell'universo ci sia una legge molto più importante; quella dell'(In)Gravidazione Universale ;) ;D
Il modello standard delle comete accettato da almeno 50 anni prevedeva un nucleo di ghiaccio e elementi non volatili, ghiacci composti da varie molecole ognuna delle quali con un sua specifica temperatura di fusione ed ebollizione, tra cui CH4, NH3, CO2. Ma l'elemento che ha spostato la ricerca sul ghiaccio d'acqua è stata la presenza massiccia di quel radicale l'ossidrile OH nella chioma delle comete, che evidentemente secondo quel modello doveva avere un'origine da H2O. La teoria standard prevedeva un limite massimo di vaporizzazione per le sostanze più volatili di 10 UA, mentre di 3 UA per il ghiaccio. A 22 UA e -250°C credo che tutte le molecole principali siano assolutamente allo stato solido. Se hai letto il mio post iniziale e il link segnalato, ti sarai reso conto che le analisi sui frammenti dell Wild 2 indicano tutt'altra composizione e origine per le comete, da quella teorizzata finora. Basta il titolo della pagina collegata. Le comete sono risultate essere nè più nè meno come tutti gli altri oggetti del sistema solare, la loro origine è planetaria. Nessuna traccia di qualsiasi ghiaccio è stata trovata su nessuna delle comete avvicinate e studiate, allora mi chiedo da dove proverrebbe tutta la materia emessa sotto forma di chioma e coda? In effetti le comete sembrano tra i corpi più secchi del sistema solare insieme agli asteoridi, ma ugualmente non escluderei la presenza di quantità d'acqua variabili su altre comete o asteroidi, il che dipende esclusivamente dalla loro origine specifica, cioè dal corpo da cui hanno tratto origine. Quello che ne è uscito sconvolto è lo scenario di comete come originali resti della formazione del sistema solare e origine della vita secondo la teoria standard, teorie che evidentemente alla prova dei fatti sono risultate fasulle. C'è da rivedere tutto l'impianto teorico del sistema solare, non è poco. Quelle quattro domande per ora restano senza risposte nel vecchio modello standard.
Riassumendo sinteticamente le principali domande emerse finora:
1) Se il nucleo delle comete è costitiuto dal 90/95% di solida roccia, da dove proverrebbe tutta la materia espulsa dal nucleo?
2) Tramite quale processo?
3) Quali forze possono agire dall'interno del nucleo fino a frantumarlo?
4) In base a quale processo fisico un oggetto roccioso compatto può emettere una coda di gas e polveri trovandosi alla distanza di 22 UA (3.3 miliardi di Km) dal Sole?
Sono andato a guardare qualcosa dei dati disponibili circa la Tempel1 (missione Deep Impact) e la Wild 2 (Stardust).
1) Ammesso e non concesso che il nucleo delle comete sia per il 90% costituito di materiale roccioso, rimane comunque abbastanza acqua ed altre sostanze volatili (idrocarburi, HCN e CO2, rivelati in abbondanza nello spettro IR dei gas emessi dopo l'impatto) da giustificare la presenza di una coda di gas e polveri. Il volume del nucleo della Tempel 1 è di un centinaio di km3. Se anche restano solo 10 km3 di ghiaccio (3-4% in massa) all'interno della cometa, mi pare ce ne sia più che abbastanza.
2) Quello classico va benissimo. I volatili inglobati all'interno si liberano per riscaldamento e sputano fuori se stessi e la polvere, pressappoco come in una eruzione.
3) Anche se fosse composto per il 90% da roccia, il nucleo di una cometa non ha alcun bisogno di essere compatto. Anzi, se si fosse formato per autoaggregazione dei materiali più svariati sarebbe normale che non lo fosse.
In questo caso la frammentazione potrebbe avvenire, durante il passaggio al perielio, sia per pressione interna dovuta al riscaldamento dei volatili, sia per "forze di marea".
4) Non sono riuscito a trovare un report originale di quanto hai detto sulla coda della Hale-Bopp. Mi riservo di rispondere dopo averne letto uno.
Aggiungo un'altra piccola considerazione: Nella "polvere di stelle" è stata trovata della olivina, minerale che si forma "a caldo". E allora ? Vuol dire solo che quando quel granellino si è formato, si trovava al caldo. Non implica certo che la cometa abbia preso la scossa toccando un filo della corrente ...
Sono andato a controllare alcuni risultati della missione Stardust risalenti all'epoca del fly-by con la Wild 2 e ho trovato del materiale molto interessante che riassumo. La prima cosa che è risultata inspiegabile è la morfologia dei "crateri" tutti a sponde verticali e fondo piatto. Ora nessun cratere da impatto potrebbe mai presentare queste caratteristiche, che quindi sono state attribuite a non meglio precisati "traumi" e seguente "sgasamento" di elementi volatili da sotto la superficie di queste zone traumatizzate. Non so voi, ma io noto una certa artificiosità nel fenomeno.
Ma la parte più interessante è l'imprevista disposizione dei getti, circa una ventina tutti sottili (150 m ca) e perfettamente collimati, distribuiti tutti lungo l'equatore, con una notevole velocità di emissione di 500 km/h. Nelle riprese più ravvicinate ed ingrandite si possono notare alcuni punti luminosi da dove si originano questi getti collimati di cui fornisco le immagini nei link sotto. Si nota come vi siano dei punti chiari molto precisi all'origine dei getti, punti che secondo quanto affermato non presentano alcun collegamento con la morfologia e l’attesa formazione di "camini espulsivi" da cui dovrebbe fuoriuscire il materiale sublimato. Invero vi sono alcune guglie sulla Wild davvero straordinarie, ma non danno segni di vita.
Invece l’origine dei getti è ben visibile in precisi piccoli punti luminosi posti sul bordo di alcuni crateri, che nulla hanno a che fare con le previste sublimazioni. Questi invero ricordano le punte di catodo, da cui il getto esce perfettamente sottile e collimato, catodi che tenderanno a formarsi proprio in cima a questi bordi dove il potenziale elettrico è maggiore. Da qui l'effetto osservato, notare come nelle immagini siano chiaramente visibili questi punti luminosi. Logicamente questo effetto elettrico non è stato riconosciuto dall’interpretazione tradizionale. Altra caratteristica peculiare di questi getti della Wild 2 è la loro intermittenza con impulsi che variano da 0.1 a 1 sec.. Certo, più che un processo termico, tutto ciò ricorda la fase di un circuito elettrico. Naturalmente all'epoca del fly-by anche nel caso di questa cometa non è stata riscontrata alcuna traccia di ghiaccio, poi confermato dalle analisi dei frammenti in laboratorio, analisi che ha portato alla falsificazione del vecchio modello standard.
Tutto questo scenario mi sembra indicare chiaramente che tutti questi fenomeni cometari traggano origine da ben altre forze che quelle meramente gravitazionali e meccaniche, che non sono in grado di rendere conto di tutti questi fenomeni anomali e delle differenze osservate sulle comete.
http://www.astroenlazador.com/noticias/cgi-bin/image_upload/Sistema_20Solar_2edb.wildII180604c.jpg
http://www.astronomiaonline.com/imagenes/wild2.jpg
1) Ammesso e non concesso che il nucleo delle comete sia per il 90% costituito di materiale roccioso, rimane comunque abbastanza acqua ed altre sostanze volatili (idrocarburi, HCN e CO2, rivelati in abbondanza nello spettro IR dei gas emessi dopo l'impatto) da giustificare la presenza di una coda di gas e polveri. Il volume del nucleo della Tempel 1 è di un centinaio di km3. Se anche restano solo 10 km3 di ghiaccio (3-4% in massa) all'interno della cometa, mi pare ce ne sia più che abbastanza.2) Quello classico va benissimo. I volatili inglobati all'interno si liberano per riscaldamento e sputano fuori se stessi e la polvere, pressappoco come in una eruzione.3) Anche se fosse composto per il 90% da roccia, il nucleo di una cometa non ha alcun bisogno di essere compatto. Anzi, se si fosse formato per autoaggregazione dei materiali più svariati sarebbe normale che non lo fosse. In questo caso la frammentazione potrebbe avvenire, durante il passaggio al perielio, sia per pressione interna dovuta al riscaldamento dei volatili, sia per "forze di marea".
4) Non sono riuscito a trovare un report originale di quanto hai detto sulla coda della Hale-Bopp. Mi riservo di rispondere dopo averne letto uno.Aggiungo un'altra piccola considerazione: Nella "polvere di stelle" è stata trovata della olivina, minerale che si forma "a caldo". E allora ? Vuol dire solo che quando quel granellino si è formato, si trovava al caldo. Non implica certo che la cometa abbia preso la scossa toccando un filo della corrente ...
Intanto mi fa piacere che almeno tu ti sia preso la briga di andare a controllare un po' di dati recenti sulle comete.
Il problema delle quantità per la Tempel è soprattutto un problema di qualità, infatti è impossibile spiegare l'abbondanza del OH in base alla composizione chimica rilevata sul nucleo a meno di ipotizzare delle riserve sotterranee di ghiaccio di H2O, comunque non rilevate nè rilevabli per ora, ma solo ipotizzate. E qui avevo scritto che mi sfuggiva il nesso tra le due cose. Insomma abbiamo a che fare con oggetti estremamente asciutti. Della stessa natura degli asteroidi, meteoriti e pianeti. Le stime sulle quantità reali di ghiaccio quindi sono del tutto insufficienti per spiegare l'abbondanza di OH nella chioma, non solo della Tempel, ma di tutte le comete. Al riguardo potresti dare un'occhiata ai dati della aridissima Borrelly, quoto: "dove è risultata una sorprendente assenza di qualunque traccia di H2O". *I risultati delle analisi dei frammenti escludono che la cometa possa essersi formata in un ambiente ghiacciato come si pensava prima, anzi il concetto è stato esteso a tutte le comete con la creazione di nuove e spregiudicate teorie evolutive, dimenticando in un attimo un modello che dominava da 50 anni. Ma se le comete non si sono formate dai resti ghiacciati del sistema solare, ma piuttosto a temperature di migligia di °C allora a questo punto, qual'è la loro vera origine e quella del sistema solare? Quali i nessi tra le due cose? L'olivina se non erro, è un componente della crosta dei pianeti rocciosi, quindi è un indizio in più di quale potrebbe essere una delle provenienze possibili delle comete.
Nel modello standard inoltre, non sono previste emissioni sottili e collimate come quelle che appaiono invece nelle immagini che ho mostrato nel post precedente, che appaiono come piccoli punti luminosi, tutt'altra specie di quelli attesi dall'iportesi termica come camini o larghe bocche di emissione, tanto che la morfologia dei larghi e "misteriosi" crateri della Wild sono stati in un primo momento, interpretati come effetto di movimenti geologici seguiti da successivo sgasamento sotto gli stessi. Ipotesi che trovo molto molto improbabile.
I nuclei delle comete debbono avere per forza una buona solidità altrimenti l'intensità dei getti presenti (500 ed oltre Km/h) non si potrebbe giustificare con un nucleo composto dall'aggregazione di materiali misti, getti che su certe comete hanno veri e proprio effetti di motore a reazione. Nel caso della Halley l'effetto di questi getti portano addirittura il suo periodo orbitale a rallentare di 4 giorni ad orbita! Veri razzi a reazione. Quindi ci vuole un nucleo ben solido. Ed è quello che poi sta emergendo dall'analisi della Wild 2. Quindi si ripropone il problema della frantumazione dei nuclei.
Nel modello standard resta poi da spiegare il perchè della collimazione ed estrema sottigliezza di questi getti.
Ed infine resta la domanda sulla coda della Hale Bopp, che resta davvero inspiegabile secondo l'ipotesi termica.
Secondo me, più che in altri casi, i fenomeni cometari presentano tutte le evidenze della loro origine elettrica.
Ragionando si può considerare anche i pianeti erano delle comete, un po più grandi, milioni di anni fa un pianeta come marte (pieno di ossigeno vedi il colore rosso della superfice) avrebbe avuto una chioma gigantesca, si stava di fatti "asciugando", cosi come tutti i pianeti, la terra ha avuto la fortuna di una buona gravità.
Le comete "si asciugano" nei vari passaggi per poi precipitare sui pianeti e acrescerli depositando sostanze raccolte nello spazio più profondo o create nelle condizioni di pressione+temperatura+presenza di sostanze organiche
Quindi prima di abbrogare il modello classico sarebbe opportuno verificare il migliardo o forse più comete che abitano sul nostro sistema solare perche fin qui, non fa una piega.
http://digilander.libero.it/comete/serbatoio.htm
http://www.cosediscienza.it/astro/14.%20COSMOGONIA.htm
Ho trovato altri dati sorprendenti sulla Hale Bopp: l'immagine di cui avevo già detto si riferisce al gennaio 2005 quindi 8 anni dopo il passaggio al perielio della cometa. Ma quando si trovava a 6.7 UA (oltre un miliardo di km) dal Sole, la HB presentava ancora una chioma di 1 milione di km, una grande coda ed un'intensa attività eruttiva. L'emissione quantitativa di molecole gassose rivelate nelle onde radio era di: 1.1 ton/s di CO, 6 Kg/s HCN e 60 kg/s di metanolo! Ma da quel che ho scoperto, improvvisi burst o addirittura frammentazioni del nucleo a grandi distanze dal Sole, non sono eventi rari. Questo tipo di comportamenti della HB e di altre comete, potrebbero trarre origine dal lungo periodo orbitale, una cometa a lungo periodo infatti avrebbe un potenziale elettrico certamente molto superiore a quello di comete a breve periodo e quindi un'attività energeticamente molto maggiore e più duratura.
Ma anche il caso della grandiosa Hyakutake merita attenzione: questa cometa apparsa nei cieli boreali nella primanera del '96 ha mostrato un'incredibile attività, essendo una delle comete più grandi e spettacolari mai viste. Ma a differenza della più grande HB, il nucleo della Hyakutake misurava come stima massima, appena 3 km di diametro(!!), la sua coda di plasma si estendeva nel cielo per 60° quindi alla massima estensione compatibile all'angolo di fase Terra-cometa-Sola. Ma la reale estensione della sua coda al massimo dell'attività, risultò qualcosa come 550 milioni di Km!! La coda in assoluto più lunga nella storia delle comete. I suoi getti si proiettavano lineari nello spazio alla velocità di 250 m/s (900km/h)!! Tra l'altro la Hyakutake prima di giungere al perielio subì una piccola frammentazione del nucleo, che però non ebbe seguito in una possibile scissione completa, neppure al passaggio al perielio, che invece superò senza altre frammentazioni. Possibile che tutta questa energia e materia abbia potuto liberarsi da un nucleo di nemmeno 3 km per un semplice e debole effetto termico? Riscaldamento misurato con precisione sulla superficie dei nuclei cometari in prossimità del perielio, per essere nell'ordine di soli 70/80°C. Da sottolineare che entrambe queste comete hanno periodi orbitali molto lunghi, nell'ordine di alcune migliaia di anni.
Una teoria meramente (e debolmente) "termica" come può rendere conto inoltre, dell'attività notevole, dei burst improvvisi e delle frammentazioni che alcune comete hanno presentato a molte (anche decine) UA dal Sole? Si sono fatte tante ipotesi, ma realmente resta un mistero.
Le comete *"si asciugano" nei vari passaggi per poi precipitare sui pianeti e acrescerli depositando sostanze raccolte nello spazio più profondo o create nelle condizioni di pressione+temperatura+presenza di sostanze organiche
Quindi prima di abbrogare il modello classico sarebbe opportuno verificare il migliardo o forse più comete che abitano sul nostro sistema solare perche fin qui, non fa una piega.
Quello che è stato scoperto negli ultimi anni con le missioni verso comete ha smentito il modello tradizionale. Questo non lo dico io, ma lo hanno detto pochi giorni fa gli scienziati della missione Stardust. Semmai, questi dati hanno confermato finora, una certa idea che trae origine in un universo dominato da ben altre forze che non la sola gravità.
Ma i segni che qualcosa non quadrasse nel vecchio modello li si poteva già cogliere dopo gli incontri con le varie comete, delle sonde negli anni scorsi. Ora è rsembra proprio confermato che le comete sono fondamentalmente composte non di ghiaccio, ma della stessa materia dei pianeti e degli asteroidi, formatesi a temperature altissime. Quindi con un'origine molto lontana da quella ipotizzata fino a poco tempo fa e cioè per accrescimento gravitazionale da frammenti ghiacciati residuo della nube protosolare. Inoltre non si possono asciugare perchè sono risultate già asciuttissime, sempre che vogliamo tenere in considerazione i dati sperimentali degli ultimi anni.
Qui invece ci si trova di fronte a fenomeni in origine estremamente violenti ed energetici, non lenti accrescimenti gravitazionali. Le comete presentano tutti i segni di un'origine violenta. Ed anche le loro forme irregolari e dimensioni diversissime lo testimoniano.
ho trovato un sito interessante, una teoria che dovrebbe piacere, di un certo Boscovich.
Però non son capace a trascrivere indirizzi...
L'ho trovata con Yahoo
Caro Planezio,
lo sai che sono curioso, e quindi forse sono il primo ad abboccare: ma cosa ci vuoi fare, i tonni restano tonni...
Dunque, quanto dici si riferisce a tal Ruggero Giuseppe Boscovich, nato a Ragusa (attuale Dubrovnik) il 18 maggio 1711?
Se è lui, quale sarebbe la teoria che dovrebbe piacere? Perchè, sì, si è interessato anche di astronomia e meccanica celeste, ma non vedo il nesso...
Purtroppo, così com'è, il tuo post non è completamente inutile, ma non riesce neppure a servire come cattivo esempio ;-) ;-)
Eremita, guarda cosa ti regalo per la tua gioia! Uovo fresco di giornata!
http://www.ifa.hawaii.edu/%7Ehsieh/mbc-release.html
;)
Direi invece un uovo piuttosto vecchio! ;D
A parte gli scherzi, mi sembra di capire che in fondo l'unica vera novità sarebbe la somiglianza emersa tra comete e asteroidi, che se ricordi, avevo ipotizzato appena due tre giorni fa. Non solo, ma avevo anche scritto che ognuno di questi oggetti (comete e asteroidi) avendo un'origine diversa, in qualche caso avrebbero potuto contenere ghiaccio d'acqua in quantità estremamente variabili da caso a caso, mentre finora sono stati distinti a torto in due categorie nettamente saparate per origine e caratteristiche fisiche, la cui unica differenza reale invece sono solo le caratteristiche orbitali. Inoltre nell'articolo si parla esclusivamente di piccole code di polvere e la presenza di ghiaccio per ora è solo un'ipotesi in stretta relazione alla vecchia teoria, tutta da verificare. Infatti si parla anche di possibili missioni verso la fascia degli ateroidi in cerca di conferme. Nel complesso mi sembra non vi sia nessuna novità sostanziale, la spiegazione iniziale sull'origine delle comete nell'articolo che hai segnalato è ancora quella classica, in contrasto stridente con i risultati della Stardust, delle altre missioni e soprattutto con le nuove ipotesi spuntate subito dopo questi risultati. Insomma, mi sembra che regni una notevole confusione e direi proprio che la notizia non è quella che ci hai prospettato. Gira e rigira il problema è sempre lo stesso, quando si lavora su un paradigma sbagliato si finisce sempre nella confusione più totale o meglio, è tutto chiaro come fango!
Per quello che riguarda l'origine delle quantità d'acqua sulla Terra per ora resta un bel mistero, anche se penso che questa presenza massiccia di acqua sia da ricollegare direttamente all'origine chimico-fisica stessa della Terra (il che implicherebbe anche una diversa cosmogonia terrestre) e non a fasi successive, cioè l'acqua terrestre sarebbe di origine endogena piuttosto che esogena. Se vuoi sostenere l'insostenibile la prossima volta dovresti trovare qualcosa di meglio ;D
Se vuoi sostenere l'insostenibile la prossima volta dovresti trovare qualcosa di meglio ;D
Eremita, con te ho ormai rinunziato a sostenere alcunché. Non volevo sostenere proprio nulla. Mi è capitato di ricevere quel link (lui sì fresco di giornata) in una e-mail e ho voluto passartelo, visto che il problema ti interessa, come un regalo, senza nemmeno indagare se potesse contraddire o meno le tue teorie sballate.
In altro post ho sostenuto la fondamentale differenza fra persone ed idee.
Come persona, mi sei simpatico e mi fa piacere che tu sia nel forum.
Che poi le tue teorie scientifiche siano più sballate di uno Shuttle costruito col cartone e il nastro adesivo, questo è un altro discorso ...
Riverisco ... :)
[quote author=Eremita link=1142595631/30#33 date=1143194412] In altro post ho sostenuto la fondamentale differenza fra persone ed idee. Come persona, mi sei simpatico e mi fa piacere che tu sia nel forum.
Che poi le tue teorie scientifiche siano più sballate di uno Shuttle costruito col cartone e il nastro adesivo, questo è un altro discorso ...
Riverisco ...
Innanzitutto ricambio la simpatia, ma questa volta hai frainteso la mia ultima frase, se non sbaglio c'era una risata...e non era in senso sarcastico, ma solo scherzosa, non si capiva?
Le "mie" teorie "sballate" non sono mie o comunque non solo mie, ma sono collegate alla realtà delle cose, oltrechè alle ricerche di fior di scienziati che da molti anni stanno indicando nuove frontiere per la scienza. Ma alla prova dei fatti, le comete in questo caso, quelle presunte teorie sballate hanno fatto centro, mentre quelle "scientificamente corrette" hanno fallito. Come la mettiamo?
Ora i dati precisi non li ricordo, però ricordo bene il fatto: quando la Giotto incontrò la Halley, una ventina d'anni fa, ci fu un certo stupore perchè il nucleo si rivelò di un "nero come il carbone". Anzi, uno degli oggetti piu neri del sistema solare.
Chissà, forse se lo erano dimenticato.
A volte succede.
Il fatto è che non bisogna costruire ipotesi o darsi certezze basandosi sulla lettura delle press-release, che per loro natura tendono a drammatizzare e a fuorviare. Sono una sorta di gossip scientifico senza memoria né metodo, che non ha nulla a che vedere con quanto viene poi effettivamente dibattuto nella comunità (in questo caso) astronomica.
Il fatto è che non bisogna costruire ipotesi o darsi certezze basandosi sulla *lettura delle press-release, che per loro natura tendono a drammatizzare e a fuorviare. Sono una sorta di gossip scientifico senza memoria né metodo, che non ha nulla a che vedere con quanto viene poi effettivamente dibattuto nella comunità (in questo caso) astronomica.
Ecco, questa è una cosa estremamente corretta e onesta da dire da parte di Redactor: soprattutto perchè. poprio in quanto Redactor, avrà il suo bel daffare ogni mese a decidere come far "strillare" la copertina della rivista. Insomma, da una parte è inevitabile (e tutto sommato, secondo me, anche postitivo per la divulgazione) dover solleticare un po' di drammatizzazione della notizia; (specialmente in campo astronomico, dove, dopo tutto, non è che si aspettino scoop ogni sette ore). Dall'altra, è opportuno che si sappia ben mantenere la distanza tra il dibattito scientifico vero e proprio e il sensazionalismo di maniera. Il fatto che la redazione di Coelum abbia ben presente la distinzione a me fa molto piacere.
vedi, io ricordo, tanti anni fa, il prof Zappalà, che non credo abbia bisogno di presentazioni, mi diceva:
Il fatto è che se noi diciamo che vogliamo andare su Marte per capire il suo clima, tanto per dire, la risposta migliore che otteniamo è: chi se ne frega...
Se invece diciamo che andiamo alla ricerca della vita, i fondi escono subito.
Perchè il becero contadino del Middle West, che è quello che in fondo caccia li money, della climatologia di Marte se ne frega. Ma se si parla di vita nell'universo, drizza subito le orecchie.
Allora diciamo che andiamo su Marte alla ricerca della vita, cosa di cui non ci potrebbe fregare di meno, escono titoloni sui giornali, e poi con calma ed in silenzio cerchiamo quel che ci interessa veramente.
Credevo che in un certo senso un po' calcasse la mano, ma son passati quasi vent'anni e la situazione è sempre la stessa...
P.S. ultima notizia, appena appresa: una certa Amelie e poi non so, sull'Observer: in India, nel 2001, una "sicura" pioggia di vita extraterrestre. Ora faccio ricerche, poi sarò piu preciso...
Sorpresa!
Planezio apprende notizie da un giornale, e da una tizia che si presenta solo con il nome di battesimo, e si va a informare!
Che siano quei due pervertiti che lo hanno indotto in tentazione?
La notizia non è nuova, è un fatto successo anni fa e se ne sa molto di più da qualche tempo; non vorrei "bruciare" la credibilità della cosa, ma fornisco qui i link ai documenti che ne parlano (e che assicuro non ho manipolati ad usum delphini):
http://www.arxiv.org/PS_cache/astro-ph/pdf/0601/0601022.pdf
http://arxiv.org/ftp/astro-ph/papers/0312/0312639.pdf
C'è chi ci trova la conferma della tesi della famosa panspermia di Hoyle; quindi non è un off topic, potendo avere un nesso con la questione delle comete qui dibattuta.
Ah, a proposito, sulla Halley non avevano detto che il nucleo era nero, ma che era "one of the darkest, or least reflective, objects in the solar system, with an albedo of 0.03."
Quindi, più scuro, meno riflettente, albedo basso; il che va poi abbastanza d'accordo con quanto dice Eremita; ma tant'è...
non è che l'abbia appresa sui giornalkiu, è che una mia amica, su un forum NON di astronomia, me l'ha postata. Io non sono capace a riportarla, e mi ripromettevo di chiedere consiglio. Ma vedo che ne siete già al corrente.
Comunque, dovrò smettere di occuparmi di astronomia.
PER VENT'ANNI sono vissuto nel tragico errore. Ho creduto "nero" un oggetto con albedo di 0.03 che invece era solo "scuro"!
Cosa mai dirà, la gente?....
Nessuna ipotesi prematura nè sorpresa, men che meno basare le proprie ipotesi sul gossip, ci mancherebbe altro. Ma in fin dei conti bisogna anche saper estrarre il meglio da certi comunicati. Però il problema è un altro, in questa discussione non si è parlato solo della missione Stardust e dei suoi risultati, peraltro notevolissimi, ma di tutte le altre missioni verso le comete dalla Halley in poi. A parte la sorpresa iniziale per la scurezza superficiale della Halley, quel che più colpisce è l'assenza quasi assoluta su queste comete di evidenze dirette di ghiaccio d'acqua, eppure il modello prevedeva che questi fossero oggetti prevalentemente "acquosi", addirittura la fonte stessa dell'acqua e della vita nel sistema solare. Questo è stato smentito dai fatti. Nel modello elettrico invece le comete rappresentano semplicemente frammenti rocciosi di pianeti, insieme agli asteroidi una specie di rottami e rifiuti cosmici, con la sola differenza rispetto a questi ultimi di avere orbite più o meno elongate. Nessun collegamento con presunte origini del sistema solare o con l'acqua presente sulla Terra. Comete che avendo questo tipo di orbite tendono a caricarsi negativamente più o meno a seconda dell’eccentricità dell’orbita, rispetto all'ambiente più interno del sistema solare dove è presente un esteso e costante campo elettrico radiale carico positivamente, potenziale elettrico che poi viene liberato producendo tutti quegli effetti energetici spettacolari che osserviamo sulle comete. Quindi avremo comete con voltaggi diversi. Sono moltissimi e forti gli indizi che questi processi cometari abbiano origine proprio da forze elettriche ed alcune previsioni sulla natura di questi oggetti e sui risultati dei vari esperimenti eseguiti, sembrano proprio confemare queste previsioni di natura elettrica, smentendo nel contempo il modello tradizionale.
Sulla Tempel 1 sono stati trovati oltre ai soliti silicati e altri elementi usuali anche carbonati e argilla, si proprio la comune argilla terrestre! Direi che questo è un altro punto a favore di chi ritiene questi oggetti frammenti o residui planetari.
Ma proprio l'esperimento Deep Impact sembra avvalorare maggiormente l'ipotesi elettrica, infatti molti mesi prima dell'impatto sulla Tempel 1 vi erano varie previsioni sugli effetti, quella della Nasa che prevedeva uno scarso effetto energetico all'impatto, ma con un successivo notevole rilascio di materiale con una forte probabilità di produrre uno o più nuovi getti dalla cometa, insomma di arricchire la chioma e la coda della Tempel. Vi è anche un filmato delle simulazioni che dimostra cosa si aspettavano alla Nasa, lo spettacolare filmato è scaricabile all’indirizzo riportato sotto da cui si intuisce la diversa natura dell'effetto prodotto dall'Impactor rispetto alle previsioni. Molti scienziati erano anche preoccupati che dalla sonda DI non si riuscisse a notare nulla sulla superficie al momento dell'impatto! Del resto cosa aspettarsi da un "microbo" di tre quintali e mezzo che impatta su un oggetto inerte largo alcuni chilometri e per di più su una superficie scura, ghiacciata e friabile? Tra l’altro, mi chiedo come inconsistenti corpi del genere possano essere notevolmente craterizzati. Mistero. Se la superficie fosse stata quella ipotizzata e cioè friabile, molti frammenti di discrete dimensioni sarebbero stati eiettati nello spazio, invece si è rilevata solo polvere finissima e molecole, tra i prodotti principali delle scariche elettriche.
Dall'altra parte le previsioni del modello elettrico erano che la cometa sarebbe innanzitutto risultata un corpo "arido" senza evidenze nè presenza di ghiaccio, ma nell'esperimento vi era un punto cruciale; l'impatto. Si prevedeva un rapidissimo rilascio energetico molto superiore alle attese, con una grande liberazione di calore e luce, raggi X e un cratere o anche più crateri, più piccoli del previsto, ma quel che è più importante l'ipotesi elettrica aveva posto come uno dei test alle proprie previsioni che pochi istanti prima dell'impatto ci sarebbe stato un intenso flash luminoso di natura esclusivamente elettrica e non meccanica. Quindi l'elettricità sarebbe stata scaricata prima dell'impatto. Bene se andate a leggervi le cronache del dopo Deep Impact questo intenso flash luminoso c'è stato! Non solo ma avrebbe dovuto seguire la curva di luce di un “megalighting bolt”: salita improvvisa, discesa esponenziale, come quella dei comuni fulmini in pratica, ma molto più energetica e così è stato.
Testualmente:"Si nota chiaramente un intenso flash iniziale; pochi istanti dopo uno sbuffo di materiale si espande rapidamente al di sopra dell'area di impatto, e solo successivamente un secondo sbuffo di materiale comincia a espandersi più lentamente dal punto di impatto, proiettando un'ombra sulla superficie." Niente nuovi getti, ma solo un intenso effetto transitorio energeticamente superiore alle attese, tanto da aumentare la magnitudine della Tempel di almeno un punto. Quali conclusioni trarre da questo esperimento? Una cosa è certa; la scienza è sempre progredita per mezzo dell'attenta osservazione dei fenomeni innanzitutto.
http://www.uai.it/index.php?tipo=A&id=90
Eremita, guarda cosa ti regalo per la tua gioia! Uovo fresco di giornata!http://www.ifa.hawaii.edu/%7Ehsieh/mbc-release.html ;)
Ho approfondito in po' la questione e ti ringrazio per la segnalazione. In effetti mi sembra che questo tipo di oggetti, i main belt comets, non possano che confermare l'origine elettrica di questi fenomeni. Nel modello standard le comete e gli asteroidi sono oggetti completamente diversi per origine e per costituzione, ma da quel che sembra non è così. Già negli anni passati alcuni asteroidi con orbite tra Giove e Urano hanno mostrato segni di attività cometaria come Chirone ed Echeclus, i cosiddetti Centauri, asteroridi che comunque pur con orbite poco eccentriche , zone dove evidentemente il campo elettrico solare è piuttosto debole, ma si muovono in orbite molto ampie. Simili fenomeni cometari potrebbero essere innescati dal semplice attraversamento da parte di questi corpi delle cosiddette magnetosfere (code elettriche invero) sia cometarie che planetarie. Gli asteroidi da sempre sono stati conosciutui per essere composti da polvere, roccia e metalli (guarda caso la stessa composizione delle comete sin qui incontrate), la massa delle comete è stata invece da sempre pensata per essere composta da un'alta percentuale di ghiaccio e per provenire da una immaginaria regione esterna al sistema solare, chiamata la Nube di Oort. Ma proprio la scoperta di questi fenomeni che tu hai segnalato, non fa che confermare che l'unica differenza reale tra comete e asteroridi è il loro tipo di orbita, che li può portare in ambienti elettricamente diversi. Per cui un asteroide può all'improvviso presentare fenomeni cometari di evidente origine elettrica, origine che alcuni astronomi già nel XIX secolo avevano correttamente interpretato.
Dal sito di Coelum: "Il nucleo della SW-3 si sta dunque drammaticamente sgretolando, ma questa volta la causa diretta non è l'azione gravitazionale di Giove, bensì il calore solare che sta allargando sempre di più le fratture presenti nel nucleo".
Davvero azione gravitazionale di Giove o azione dei fortissimi campi elettrici presenti nella vasta plasmasfera di Giove? Frammentazione gravitazionale o da stress elettrico interno al nucleo cometario?
Dall'Eso: "These observations will obtain invaluable information, especially as the fragmentation process is revealing all the pristine material buried below the crust of the comet. As such, these observations will prove an ideal complement to the most comprehensive observation campaign made with ESO telescopes of Comet Tempel 1 when it was being bombarded by the Deep Impact spacecraft, on 4 July 2005."
Viene da chiedersi dove erano questi scienziati al momento dell'incontro della Deep Impact con la Tempel 1, forse in pausa caffè? Già, se il ghiaccio non sta sopra la superficie, allora deve stare per forza sotto. E negli altri tre casi? Mistero fitto.
Sembra però, finalmente, che nel caso di quest'ultima fase di frammentazione della SW-3 l'irresistibile forza di gravità non c'entri proprio nulla. Ma allora come può un calore mediamente di 70 massimo 80°C (al perielio, mentre alla distanza attuale dal Sole della SW-3 è molto minore) procurare la fratturazione della roccia compatta!? Dove si è mai visto un effetto del genere. Perchè si tratta proprio di dura e compatta roccia temprata a caldo e lo stanno a confermare tutte le quattro missioni alle comete, come la recente Stardust per esempio, nel corso delle quali non è mai stata riscontrata alcuna traccia del tanto invocato ghiaccio in superficie, comete che viste da vicino sono invece risultate secche come deserti e di aspetto assolutamente granitico, senza la benchè minima fratturazione. E allora? In realtà è come se un asteroide si frantumasse nello spazio perchè riscaldato dal Sole all'incredibile temperatura di circa 50°C!! :o
A questo punto ci si dovrebbe chiedere; ma a cosa sono serviti tutti i soldi e gli sforzi tecnologici spesi nelle vane missioni alle comete?! :o
E ancora; l'evidenza avrebbe dovuto insegnare qualcosa oppure nella scienza attuale prevalgono i luoghi comuni?! Propendo per quest'ultima ipotesi.
Cometa Borrelly, dove sono il ghiaccio e le fratturazioni?
http://science.nasa.gov/headlines/y2002/images/ds1/borrelly_med.jpg
Cometa Wild 2, idem come sopra
http://img233.imageshack.us/img233/2883/pia06285modest8ia.jpg
Cometa Tempel 1, idem come sopra
http://img70.imageshack.us/img70/498/cometbg8eq9kw.jpg
http://img81.imageshack.us/img81/9238/121525mainitsapproachx45163000.jpg
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